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RistopiùNews - Notizie dal mondo della ristorazione a cura di Ristopiù Lombardia SpA

Notizie dal mondo della ristorazione a cura di Ristopiù Lombardia SpA

Mai pensato di “fare rete”?


Donatella Rampado – L’associazionismo è un alleato prezioso per far crescere l’occupazione giovanile e femminile anche nel settore Horeca, ma non solo.

Ecco per quali motivi:

  • Per fare un gruppo di acquisto e abbassare così i costi delle materie prime o dei servizi.
  • Per difendere il Made in Italy all’estero.
  • Per fare networking, ovvero per costruire contatti di valore con altre persone.
  • Per farsi conoscere meglio nel proprio settore o verso potenziali prospect(potenziali clienti).

Non ultimo, associarsi consente sostanzialmente che:

  • I sussidi e gli interventi pubblici passino attraverso le associazioni.
  • Strategie coordinate siano rese più forti e più visibili.
  • Le strategie commerciali diventino più impattanti.

Per creare un’associazione bisogna:

  1. Avere una meta ben precisa e facilmente condivisibile.
  2. Stabilire un piano di lavoro formato da tanti sotto-obiettivi raggiungibili.
  3. Selezionare persone costruttive e possibilmente con ottimi networking, contatti personali utili e che possano sposare l’idea. Soprattutto, che siano disposte ad attivarsi anche personalmente per promuovere l’intero progetto.
  4. Comunicare costantemente verso l’esterno i progetti.
  5. Creare un ottimo rapporto con i media e i social network.

Sembrerebbe a questo punto tutto molto semplice, ma purtroppo non è così. Ecco alcuni pro e contro dell’associarsi (Rampado 2012 Ristoranti Imprese del Gusto ed. Sole 24 Ore)

 

PRO CONTRO
Abbassamento costi di acquisto, di materie prime, strumenti e servizi. I fornitori, per poter concedere sconti, richiedono  un certo tipo di pagamento e delle quantità garantite.
Il marchio associativo può rafforzare l’immagine trasmessa. Se anche un solo associato non si attiene al codice etico concordato, l’associazione intera ne subisce un danno in termini di immagini e non solo.
Distinguersi dalla concorrenza proponendo un’alternativa di offerta (prodotti o servizi) innovativa e forme promozionali non puramente commerciali. Investire costantemente tempo nello sviluppo dell’associazione.
Essere più attenti alle nuove esigenze di un gran numero di consumatori. Un’associazione, perché sia considerata opinion leader, deve avere molti iscritti.
Migliorare l’utile e la marginalità. Costi dovuti all’essere iscritti all’associazione e costi derivanti dall’operatività in seno all’associazione stessa.
Possibilità maggiori di raggiungere e poter influenzare il mercato e le istituzioni. Verificare il controllo e il rispetto delle norme concordate.
Creare un network costruttivo. Assistere allo sviluppo di interessi molto personali e poco associativi.
Aumentare il fatturato grazie ai suggerimenti e al know-how(competenza, conoscenza) ricevuti all’interno del gruppo di lavoro e network Districarsi fra possibili cordate negative e pettegolezzi che minano il gruppo stesso.

 

A volte, le associazioni partono con fini ideali e costruttivi, per poi cadere miseramente nel singolo interesse personale. Il collo di bottiglia delle associazioni è rappresentato quindi dalle associazioni stesse,o meglio, dalle persone che vi aderiscono; per questo è necessario un codice etico al quale attenersi scrupolosamente. Nonostante questi evidenti rischi, consiglio e scelgo di associarmi, perché si ha la possibilità di incontrare persone evolute che riconoscono che un gruppo coeso, con una meta condivisa e con delle azioni consapevoli ben definite e attivate, porta l’associazione molto lontano e più velocemente di quanto potrebbe fare il singolo.

https://selfbrand.it/

http://www.donatellarampado.com/

 

 

 

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