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RistopiùNews - Notizie dal mondo della ristorazione a cura di Ristopiù Lombardia SpA

Notizie dal mondo della ristorazione a cura di Ristopiù Lombardia SpA

Chiusure domenicali, che si fa?


Elena Giordano – L’Italia è uno strano Paese: fa balzi in avanti da tantissimi punti di vista, poi torna indietro, incartandosi su se stesso, dopo aver combinato pasticci che non riesce a gestire.

Un esempio che tocca “di striscio” anche i bar e i locali è quello delle chiusure domenicali dei supermercati, ipermercati e centri commerciali.

Di seguito riassumo gli elementi della discussione che ha tenuto banco per un po’, negli ultimi mesi, per poi tornare silente nei cassetti di qualche ministero e associazione di categoria.

-Agli italiani piace fare acquisti la domenica. Dunque si spostano dove i negozi sono aperti.

-I centri commerciali, per loro natura, forniscono un servizio di apertura anche nei weekend: i dipendenti si lamentano in quanto i turni sono massacranti e la domenica non riescono a stare con la propria famiglia

-I centri storici si sono progressivamente svuotati di persone, che preferiscono gli acquisti nei centri commerciali

-Non si può togliere un’abitudine consolidata, ossia chiudere il supermercato fuori città pensando che la gente torni a “vivere” il centro storico, dove le serrande sono ormai chiuse

Complesso, vero? Tantissimi diritti sul piatto, interessi economici da capogiro (gli investitori stranieri hanno già detto che non verranno in Italia ad aprire nuovi negozi, se passerà la legge delle chiusure festive…).

E i bar?

Quelli dei centri storici vivono sempre e comunque, e se fanno bene il loro mestiere hanno clienti H24 dal lunedì alla domenica.

Quelli che hanno scelto di aprire nei centri commerciali già sapevano le regole d’ingaggio: un giorno di chiusura significa minor fatturato.

E i diritti dei dipendenti? Le festività, gli straordinari? Questo gioco regge se tutti, specialmente i dipendenti, sono trattati in modo equo.

Dunque che fare?

Cercare di mettere insieme le istanze di più categorie, tenendo però ben presente che:

-indietro non si torna

-il cliente ha esigenze diverse rispetto a 10 anni fa

-bisogna imparare a lavorare e a fare gli imprenditori in un contesto sempre più flessibile

 

 

 

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