Come sta il carrello della spesa?
28 Gennaio 2026
*Francesco Megna
L’avvio del 2026 per la grande distribuzione organizzata (gdo) si colloca in una fase di transizione complessa, segnata da un progressivo riassestamento dei consumi dopo due anni di forte pressione inflattiva e da un cambiamento strutturale delle abitudini di spesa delle famiglie. I primi dati e le evidenze operative indicano un settore che tiene in termini di fatturato, ma con dinamiche molto diverse rispetto al passato e con margini ancora sotto osservazione.
Dal punto di vista dei volumi, l’inizio dell’anno mostra una sostanziale stabilità, con segnali di lieve recupero rispetto al 2025 soprattutto nei prodotti di prima necessità. Le famiglie continuano a privilegiare la spesa alimentare domestica, confermando una tendenza ormai consolidata: meno consumo fuori casa e maggiore attenzione al carrello settimanale. Tuttavia, la crescita dei volumi resta selettiva e non generalizzata, con alcune categorie che recuperano e altre che faticano a tornare sui livelli pre-inflazione.
Sul fronte dei prezzi, il 2026 si apre con un’inflazione alimentare molto più contenuta rispetto agli anni precedenti. Questo ha un duplice effetto sulla gdo. Da un lato rallenta la crescita nominale del fatturato, dall’altro riduce la pressione psicologica sul consumatore, favorendo una maggiore frequenza di acquisto e una minore ricerca esasperata del prezzo minimo. La sensibilità al prezzo resta elevata, ma si osserva un leggero spostamento verso un equilibrio tra convenienza e qualità, soprattutto nelle fasce di clientela a reddito medio.
Le marche del distributore continuano a rappresentare uno dei pilastri della strategia commerciale. Nei primi mesi del 2026 la loro incidenza sul carrello resta elevata e in alcuni contesti cresce ulteriormente, non più solo come risposta difensiva al caro prezzi, ma come scelta strutturale. Le private label vengono percepite come affidabili e con un buon rapporto qualità-prezzo, e la gdo investe sempre di più in linee differenziate, dal primo prezzo alle gamme premium.
Più complessa la dinamica dei margini. Nonostante il rallentamento dell’inflazione, i costi operativi rimangono elevati: energia, logistica, personale e investimenti tecnologici continuano a comprimere la redditività. L’inizio del 2026 vede quindi una forte attenzione alla gestione dell’efficienza interna, alla razionalizzazione degli assortimenti e all’ottimizzazione delle promozioni, che vengono rese più mirate e meno generalizzate rispetto al passato.
Un altro elemento rilevante è il comportamento del consumatore. Cresce la propensione alla pianificazione della spesa, con un uso sempre più diffuso di strumenti digitali, app fedeltà e comparazione dei prezzi. Il cliente è informato, meno impulsivo e più selettivo. Questo obbliga la gdo a lavorare non solo sul prezzo, ma anche sull’esperienza in punto vendita, sulla chiarezza dell’offerta e sulla personalizzazione delle promozioni.
Nel complesso, il 2026 si apre per la gdo come un anno di consolidamento più che di espansione. Il settore dimostra resilienza, ma opera in un contesto di consumi prudenti e di forte competizione. La crescita non è più guidata dall’aumento dei prezzi, bensì dalla capacità di intercettare nuovi bisogni, fidelizzare il cliente e difendere i margini attraverso efficienza, innovazione e posizionamento chiaro. È un inizio d’anno che conferma come la grande distribuzione resti un osservatorio privilegiato dello stato di salute dei consumi, ma anche un comparto chiamato a evolvere rapidamente per affrontare un mercato sempre più maturo e selettivo.
*Responsabile Commerciale settore banking

